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21 Dicembre 2009

Ade il dio nascosto, alla ricerca del perturbante tra Freud e Jung

Il Perturbante è qualcosa che sarebbe dovuto rimanere segreto, nascosto, e che invece è affiorato, è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare. Freud ha descritto questo sentire nominandolo Das Unheimlich ed oggi, novant’anni dopo, in un epoca che ha assistito ad ogni genere di accadimenti globali, queste parole riverberano ancora  e descrivono qualcosa che avvertiamo nel profondo e che parla di noi in un linguaggio ambiguo e talvolta inquietante che affiora attraverso le crepe del nostro vivere cosciente. Da queste infatti viene ad irrompere l’inconscio, con il quale quotidianamente siamo chiamati a confrontarci. Sebbene unheimlch sia un termine di derivazione freudiana, verrà osservato il fenomeno che va a nominare, cercando un’immagine che possa offrire uno sfondo mitico alla questione tentando di vedere quale sia il mitema che presenzia al suo interno. Guardare poi all’autobiografia di Jung, cercando nei suoi racconti le tracce di quel “perturbante” che sembra essere assente, per lo meno formalmente, nel corpus della sua opera, potrà indicare una possibile via da percorrere per leggere la sua eredità in una luce diversa.

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"Ogni umana attività è indotta dal desiderio"
Bertrand Russell