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01 Luglio 2013

Lo Zarathustra di Nietzsche: C.G. Jung e lo scandalo dell'inconscio

I seminari zurighesi di Carl Gustav Jung su Così parlò Zarathustra (1934 -1939), un immenso commento al capolavoro di Nietzsche che si estende negli anni bui della storia della nostra civiltà, sono la testimonianza più importante e più corposa del lungo e tormentato confronto fra lo psicologo svizzero e il filosofo tedesco. Si tratta di un documento storico sui generis, un formidabile specchio di proiezione dell’epoca che rende leggibili i sintomi di una crisi culturale profonda, richiamando gli spettri dell’irrazionalismo e le ombre irredente del Terzo Regno. Nella visione di Jung Zarathustra non solo anticipa il crollo mentale del suo autore, è anche profeta della follia collettiva dell’Europa nazista, nonché precursore di una nuova psicologia che si apre all’inconscio collettivo. Alla lucida follia di Nietzsche e al suo progetto della “grande salute” dionisiaca Jung risponde con il titanismo medicalizzante dello psicoanalista, con un tentativo di cura che viene travolto e stravolto dalla sua stessa ricerca delle origini nel Wotanismo che irrompe sullo scenario storico. Il tentativo di Jung di farsi strada nelle patologie del fenomeno nazista riempie di simboli, mitemi e archetipi la voragine aperta dalla crisi del cristianesimo. Apertura coraggiosa e dichiarazione di impotenza di fronte alla follia collettiva segnano così il compito incompiuto della psicanalisi.
Il volume nasce da una serie di incontri interdisciplinari tra psicologi, filosofi e germanisti, organizzati in occasione della traduzione dei seminari Lo Zarathustra di Nietzsche  in lingua italiana. I saggi qui raccolti  si confrontano con un capitolo particolarmente delicato e scabroso della ricezione di Nietzsche, indagano zone tabù e toccano punti nevralgici, nella speranza di tenere in vita l’irrisolto della storia e nell’intenzione di testare le potenzialità future di un’opera come lo Zarathustra che ha conosciuto un vero e proprio revival negli ultimi anni. Quale è il ruolo, oggi, di Jung e Nietzsche, e quale legittimità potranno avere le rischiose ed estreme parabole di Zarathustra? E’ ancora attuale questa favola filosofica, unica nel suo genere, che propone una cura radicale e che mette in moto audaci incroci tra linguaggi diversi? E dopo Jung, come si articola il modello individuativo di fronte alla congiunta minaccia della società dei simulacri e della fuga nell’altrove?

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"Ogni umana attività è indotta dal desiderio"
Bertrand Russell