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27 Febbraio 2016

MADRI SOSPESE percorsi di lutto perinatale e recupero del femminile

MOSTRA FOTOGRAFICA: MADRI SOSPESE percorsi di lutto perinatale e recupero del femminile

VERNISSAGE: SABATO 27 Febbraio ore 15,30

(orari mostra: 15,30 / 19,00)

Presenzierà all'apertura della Mostra la fotografa Alessandra Fuccillo

una collaborazione Anadiomene Associazione di Psicologia Analitica,
CiaoLapo Onlus e CameraOff

"Sono una mamma come tante altre e quello che mi è capitato è successo a moltissime donne. Ho due ferite sul cuore che si sono trasformate in bellissime note musicali, ma ancora oggi non posso toccare e vedere i miei figli ogni giorno, posso solo immaginarli, creare spazio e serenità per loro. Sono grata però a tutte le persone che mi hanno aiutata in questo cammino aspro e duro e il progetto fotografico che segue è una restituzione, un simbolo di gratitudine universale che ho nei confronti di tutte le persone che mi hanno riportata nella luce dopo che i miei bambini sono svaniti. Il titolo nasce da una prima considerazione che spesso viene sottovalutata: siamo già madri, dal momento stesso in cui leggiamo il risultato del test di gravidanza e lo siamo nonostante i nostri bambini non ci siano più. Per me è stato difficile ammetterlo e comprenderlo, perché, come molte altre mamme, mi sentivo inadeguata alla maternità, sentivo di essere in difetto, sentivo come se “dentro di me la vita non potesse fluire”, come mi ha detto una delle mamme che ha collaborato attivamente al progetto. Ho aggiunto l’aggettivo “sospese” perché corrisponde alla sensazione che ho provato, in primo luogo per il vuoto percepito e in secondo luogo per le opinioni che venivano dall’esterno: mi riferisco a quel senso di ingiustizia che si prova quando molti danno per scontato che non sei una madre e che basterà riprovare per dimenticare; tutte le mamme che hanno vissuto la mia esperienza sanno quanto siano sbagliate queste considerazioni e quanto facciano male. Trovo straordinaria la capacità di rinascita delle madri che ho conosciuto e che danno speranza anche a me di potere affrontare una nuova gravidanza e di portarla anche a termine. L’idea è quella di fotografare le mamme che si offrono volontarie avendone prima ascoltato la storia; in tutti i dialoghi che ho avuto con le mamme sono nate delle bellissime immagini che abbiamo insieme trasformato in fotografia. Non per tutte la fotografia che ne risulta simboleggia una rinascita, perché c’è assoluta libertà di espressione. Nel mio caso, per esempio, c'è un autoscatto che si rifà al momento di vuoto assoluto provato nella fase iniziale del lutto. Alcuni scatti sono stati pensati e realizzati in studio, altri in casa e altri nella natura. Infine questo progetto ha l’obiettivo di farmi vivere una catarsi e di offrire la possibilità ad altre mamme di provare la stessa sensazione di “leggerezza” che provo io stessa quando mi vedo da fuori in una fotografia che porta con sé dolore, speranza, bellezza, vita e morte."

A. Fuccillo

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27 Febbraio 2016

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"Ogni umana attività è indotta dal desiderio"
Bertrand Russell